Fisco, le ricevute dei pos si possono buttare nel cestino

La bozza di decreto pnrr elimina l’obbligo di conservare le ricevute Pos per 10 anni.
Più nel dettaglio, sul fronte degli adempimenti di archiviazione fiscale, la disposizione fa una differenza tra quelle che sono le ricevute dei pagamenti digitali (effettuate con i Pos) e gli scontrini fiscali.
Arriva, dunque, l’eliminazione dell’obbligo, per cittadini e imprese, di conservazione delle ricevute cartacee diverse dalle fatture, scontrini o ricevute fiscali. Si tratta di quelle generate dai terminali abilitati ad accettare pagamenti con carta di credito, debito e prepagata. Non sarà necessario dunque conservare anche queste attestazioni di pagamento per l’obbligo indicato dal codice civile di 10 anni.
«L’obbligo di conservazione per dieci anni delle ricevute cartacee, emesse dai terminali POS, al momento del pagamento con moneta elettronica», si legge nella relazione di accompagnamento, «è un onere non sempre di agevole assolvimento per le imprese e per i cittadini a cui potrebbe essere richiesta, in tal modo, la prova di pagamenti». La relazione chiarisce che non si possono equiparare le ricevute emesse dai Pos al documento contabile, sono considerate solo una mera prova di avvenuto pagamento: «non costituiscono un documento contabile, necessario alla redazione del bilancio o alla dichiarazione fiscale, per cui il loro obbligo di conservazione per il periodo stabilito dal citato art. 2220 del codice civile, risulta oneroso e non strettamente necessario in relazione agli scopi per cui sono emesse». Dunque, si elimina questo onere in ottica di semplificazione ma si ribadisce che le finalità di controllo possono essere sempre perseguite sui documenti aventi valore fiscale.

Articolo di Cristina Bartelli – Italia Oggi 16/01/2026